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Ho costruito lo Yahtzee di mio fratello (perché quello vero è in ritardo)

Oggi mio fratello compie gli anni. Il regalo, suggerito da mia cognata qualche giorno fa, doveva essere semplice: uno Yahtzee. Il gioco di dadi che tutti conoscono, che si trova ovunque. Tranne che a Imola, a quanto pare, dove non l’ho trovato in nessun negozio. L’ho ordinato su Amazon qualche giorno fa. Sta arrivando. Non è arrivato.

Quindi ho fatto la cosa che qualunque dev appassionato di AI avrebbe fatto in questa situazione: mi sono seduto con Claude Code e ho costruito uno Yahtzee da zero.

La prima cosa da fare era ordinare i dadi. Visto che c’ero.. ne ho presi 100, non si sa mai, giusto?
Poi ho pensato che, visto che in famiglia sono in 4, ciascuno avrebbe dovuto avere i propri dadi. 5 dadi per 4 persone: 20 dadi se ne sono già andati dalla mia scorta.
Questi dadi.. non è che posso lasciarli così, sparsi. Cerco su makerworld un progetto per contenere 20 dadi. Sarà pieno, avrò solo l’imbarazzo della scelta, giusto? No. Non c’è. Maledizione.
Ok, non ho voglia di mettermi a disegnare una scatola da zero quindi…

Chiedo a Claude se sa farlo. Dice di si. Proviamo

La sua prima idea: disegnarla in OpenSCAD, il modo “giusto” di fare queste cose. Ha provato a installarlo con Homebrew e abbiamo scoperto che Apple lo aveva bloccato per un problema di notarizzazione: il cask è “disabled” dal 1° settembre, il solito tempismo: giusto in tempo per rovinarmi il piano. Invece di scaricare l’app dal sito e litigare con Gatekeeper, ho detto a Claude di inventarsi qualcosa: ha scritto uno script Python che genera l’STL direttamente con una libreria di modellazione 3D invece che con un programma CAD vero e proprio. Per me va benissimo, prendo l’STL, lo mando alla stampante e… funziona! E ci stanno dentro esattamente 20 dadi!

A quel punto avevo una scatola ma mancava ancora il gioco.
Ho trovato online le istruzioni originali dello Yahtzee: utili, certo, ma noioooose.
Allora ho chiesto a Claude di inventarne una versione completamente diversa: l’ha chiamata La Taverna dei Dadi Maledetti, ambientata a tema fantasy-macabro con combinazioni originali: Coppia Fortunata, Poker Demoniaco, Tris Alchemico, e un potere speciale chiamato “Il Malocchio” che ti permette, una volta a partita, di costringere un avversario a rilanciare un dado. Regole vere, punteggi bilanciati, non solo un elenco di battute.

Volevo impaginare le due versioni delle istruzioni, originale e “La Taverna”, come libretti pieghevoli: un foglio A4 piegato a metà, quattro facciate ciascuno. La prima bozza l’ha fatta Claude in Word: risultato pessimo. Visto che ultimamente mi tocca usarlo per lavoro, l’ho rifatto io in InDesign. Visto che ci siamo.. decidiamo anche dei font che abbiano senso: Claude dice Charter per le regole serie e Baskerville per la Taverna (me li sono fatti suggerire da lui perché io, di font, non ci capisco un accidente).

La parte più fastidiosa non è stato il design ma la stampa: la mia stampante aveva deciso di stampare le pagine interne capovolte, finché non ho capito che il problema non era InDesign ma l’impostazione di rilegatura fronte-retro del driver, bordo corto contro bordo lungo, un dettaglio che non guarda mai nessuno finché non ti rovina un pomeriggio di carta stampata al contrario.

Ultimo pezzo: mancano ancora i segnapunti. Ne faccio generare uno per lo Yahtzee normale, uno per “La Taverna”, in formato A6. E per non stamparli uno alla volta, anche una versione A4 con quattro copie affiancate e i bordi tratteggiati per il ritaglio. “ça va sans dire” la versione da 4 per pagina non ne ha 4 per pagina. La soluzione è stata: prendo la versione A6, ne faccio un PDF, lo importo su InDesign e ne metto 4 in una pagina.

Il vero Yahtzee di Amazon arriverà tra un paio di giorni.
Quindi, tecnicamente, per risolvere il problema di “non ho trovato uno Yahtzee” ho:

  • comprato 100 dadi;
  • progettato e stampato una scatola;
  • scritto un nuovo gioco;
  • impaginato due libretti;
  • combattuto con una stampante;
  • prodotto i segnapunti;
  • e devo ancora progettare la scatola del gioco.

Se becco chi dice che la AI semplifica la vita gliene dico 4!

Adesso scusate, scappo, devo davvero ancora capire come fare la scatola in cui mettere il tutto 🙂

Stay tuned

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